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Bonifica attraverso confinamento
UNA BARRIERA A TENUTA
Confinamento copertura in amainto

Bonifica attraverso confinamento

Il CONFINAMENTO consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio delle fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. E’ indicato nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per la bonifica di aree circoscritte (ad es. una colonna ). Non è indicato quando sia neccessario accedere frequentemente nello spazio confinato. Il costo è contenuto, se l’intervento non comporta lo spostamento dell’impianto elettrico.

..Confinamento amianto: come procedere dopo incapsulamento

Confinamento amianto: la procedura per la bonifica
Prima di procedere alla bonifica, è necessario verificare le condizioni della copertura di amianto sulla quale si deve intervenire: nel caso di amianto compatto, che non si sgretola e non rilascia particelle tossiche nell’aria, è possibile smantellarlo dal luogo in cui è installato; se si tratta di amianto friabile, invece, si procede prima con l’incapsulamento e poi, eventualmente, con il confinamento.

In questo caso, quindi, si va ad installare una barriera che separi i materiali contenenti amianto-eternit dalle aree occupate dell’edificio. Per fare ciò viene installata una nuova copertura di lastre isolanti al fine di proteggere le zone della struttura dal rilascio delle fibre.

Prima di tale operazione, però, è obbligatoria la presentazione alla ASSL di un piano di controllo e manutenzione; a questi si aggiungono anche un’analisi del prodotto, l’allestimento delle opere di sicurezza e la fornitura e posa del nuovo materiale.

Quando scegliere il confinamento: vantaggi e svantaggi
La bonifica amianto tramite confinamento di una copertura eternit è vantaggiosa per almeno 4 motivi:

non dovendo ricorrere a materiali sostitutivi, il costo è nettamente inferiore rispetto alle altre procedure possibile;
non produce rifiuti tossici e pericolosi da dover smaltire;
riduce il rilascio delle fibre nocive e cancerogene delle lastre di eternit;
garantisce un alto livello di resistenza a scosse, sollecitazioni o urti,
Per quanto riguarda, invece, gli svantaggi va ricordato che:

è necessario verificare se la struttura da bonificare può sopportare il carico della nuova copertura;
la barriera di contenimento deve restare in buono stato, grazie a un costante programma di controllo e manutenzione;
se non preceduto da fissaggio dei materiali tramite incapsulante, durante l’intervento vi è un rilascio di fibre a secco;
potrebbe essere necessario rimuovere l’amianto ancora presente in un secondo momento.
Bonus confinamento amianto: come ottenere incentivi statali
In Italia l’uso dell’amianto è divenuto illegale con la legge 257 del 1992; da allora, lo Stato è intervenuto con una serie di incentivi: stanziando anche dei fondi ha cercato infatti di incrementare il numero di bonifiche amianto nel territorio nazionale.

Così come per le altre tecniche di bonifica, quindi, anche per il confinamento è possibile accedere al Bonus Amianto 2020. Ovviamente, l’intervento deve essere realizzato da personale esperto, nel rispetto della normativa vigente.

Il Ministero dell’Ambiente ha istituito il bonus amianto con un decreto nel 2016: esso consente a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e di smaltimento di amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

L’agevolazione viene erogata attraverso 3 quote annuali, ma per averne diritto l’ammontare dei lavoro non deve essere inferiore a 20.000 euro, né superiore ai 400.000 euro.

Per il bonus, vengono riconosciute solo le spese per interventi di smaltimento di amianto o eternit (lastre, coperture, tubi) o spese di consulenza professionale. Non sono coperte dal bonus, ad esempio, le spese per la ricostruzione delle coperture e tutti gli altri lavori successivi alla bonifica.

Per poter accedere al bonus amianto, è necessario presentare al Ministero una serie di documenti, ovvero:

Costo totale dei lavori, delle singole spese e credito d’imposta richiesto.
Dichiarazione di non godimento di altre agevolazioni per le stesse spese.
Piano di lavoro di ciascun intervento di bonifica.
Comunicazione di fine lavori alla Aussl competente, allegando documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati;
documenti fiscali attestanti le spese sostenute.

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