Rischio AMIANTO

Perché è considerato un inquinante

Il termine amianto viene commercialmente usato per indicare un gruppo di silicati fibrosi che presentano alcune proprietà comuni ma si differenziano tra loro chimicamente e morfologicamente. I principali minerali definiti "amianto" sono: crisolito, antofillite, amosite, crocidolite, actinolite e tremolite. Da studi effettuati si sono ampiamente dimostrati gli effetti cancerogeni di questa sostanza; in particolare, la crocidolite sembra essere la maggior responsabile del tumore alla pleura o mesotelioma pleurico. Altre conseguenze sono l'asbestosi e il cancro al polmone. Le fibre di amianto, infatti, si liberano dai vari manufatti che li contengono e si disperdono nell'aria circostante con la possibilità di essere inalate con la respirazione o ingoiate con la consumazione dei cibi e bevande. Generalmente l'amianto è impiegato nei manufatti edilizi per la sua qualità di isolante termico o come rinforzo alla matrice di cemento per conferire migliori prestazioni meccaniche. Fino a quando la matrice riesce a trattenere le fibre di amianto non vi è alcuna possibilità di inquinamento ma se per qualsiasi motivo questa situazione viene a modificarsi (assottigliamento degli strati di contenimento per azioni abrasive o chimiche degli agenti atmosferici) il fenomeno prende il via con un rilascio lento e continuo nel tempo. Anche gli animali sono soggetti alle stesse problematiche quindi occorre prestare maggiore attenzione all'ambiente (stalle, pollai) in cui vivono.

Dove si trova

  • L'amianto è comune trovarlo in questi manufatti:
  • Tettoie in lastre ondulate in amianto-cemento (eternit)
  • Serbatoi e condotte per l'acqua
  • Rivestimenti isolanti di tubi e caldaie
  • Materiali che rivestono superfici, applicati a spruzzo o a cazzuola
  • Cartoni e prodotti tessili

I materiali friabili, quelli cioè che si sbriciolano facilmente anche con la pressione di una mano, sono da ritenersi maggiormente inquinanti.

Chi è sottoposto ai rischi maggiori

Naturalmente il pericolo aumenta al crescere del tempo di esposizione all'aria inquinata e al crescere della concentrazione delle fibre disperse nell'aria e nei cibi inquinati. I lavoratori di imprese edili che operano principalmente nelle ristrutturazioni hanno molte occasioni per imbattersi in questa sostanza durante le fasi di demolizione. Il rischio poi può essere esteso ai familiari di questi lavoratori ed in particolar modo a chi si occupa della manutenzione delle tute da lavoro contaminate per la presenza di polvere di amianto.
Chi non può non sapere
I committenti di lavori edili di ristrutturazione, le imprese edili che li eseguono, e le imprese di trasporto in discarica autorizzata dei materiali di risulta è bene che prestino la massima attenzione nell'adottare quei criteri indispensabili a salvaguardare il nostro ambiente e la salute di ciascuno. Con la giusta informazione ed organizzazione è possibile operare in modo da ridurre i rischi per tutti.

Sanzioni principali

Il datore di lavoro o dirigenti dell'impresa esecutrice sono soggetti a sanzioni: Da 15 a 50 milioni per la mancata presentazione del Piano di Lavoro da parte dell'impresa esecutrice o mancata fornitura ai lavoratori dei necessari ed idonei mezzi di protezione, ecc.. Da 6 a 15 milioni per mancata informazione ai lavoratori o ai loro rappresentanti dei rischi specifici dovuti all'esposizione o mancata fornitura di un adeguato addestramento all'uso dei mezzi individuali di protezione.

Normativa di riferimento

  • D.L. 915/82
    circ. min. San. n. 45 del 10 lug 1986
    L.277/91
    L.257/92
    circ. Min. Ind. Com. Art. n. 124976 del 17 feb 1993
    D.P.R. 251/94
    D. Min. San. del 6 set 1994
    D.Lgs 114/95
    Circ. Min. San. del 12 apr 1995 D. Min. San. 14 feb 1996

ECOSARDA di Antonio Scanu - Tel./Fax 079 441012 - E-mail: ecosarda@ecosarda.it - P. Iva 00247890908