Legionellosi

"Ashrae Journal", maggio 1999, dedica al problema della legionellosi un ampio articolo di un famoso avvocato, J.S.Gregory, "Chi deve essere ritenuto responsabile per la legionellosi". L'articolo è interessante perché, dopo aver descritto brevemente la natura di questo male, esamina gli aspetti legali in fatto dei rischi di imputabilità dei danni, e le possibili argomentazioni in sede di difesa. Alcuni scienziati ritengono che dal 2% al 15% delle affezioni polmonari gravi (che richiedono ricovero ospedaliero) sia dovuto alla legionellosi ed il dibattito verte principalmente sulla provenienza del male, se attraverso microbi aerosolizzati o contenuti nell'acqua potabile. La posizione espressa da Ashrae suggerisce (1) di evitare rami ciechi nel sistema idrico, (2) mantenere la temperatura dell'acqua fredda al disotto di 25 °C e quella calda al disopra di 55 °C, (3) aggiungere biocidi secondo le prescrizioni ed (4) evitare i depositi di acqua stagnante. Le tre principali raccomandazioni Ashrae per la progettazione delle macchine riguardano la mandata dell'aria delle torri di raffreddamento, la pulizia dei trattenitori di gocce ed il mantenimento di filtri d'aria sempre asciutti. Tutte le categorie degli attori nella costruzione dell'impianto possono essere soggetti ad azioni legali di responsabilità: il progettista, l'impiantista, il fornitore o costruttore delle macchine impiegate ed il proprietario dell'immobile. L'incidenza dei procedimenti legali dovuti alla legionellosi è drammaticamente salita negli ultimi anni e la migliore tecnica per evitare i rischi dell'implicazione sta evidentemente nella conoscenza approfondita del problema e nella conseguente massima prudenza nella progettazione di macchine ed impianti (questa tecnica, alla lunga, paga sempre). A parte ciò, e messo da parte l'ovvio, ma non professionale sistema di subappaltare tutti i lavori che possono portare conseguenze, il modo migliore per minimizzare i rischi di responsabilità risiedono essenzialmente nell'oculata stesura dei contratti. Il primo è quello di indicare chiaramente che il fornitore non ha alcuna responsabilità di fornire raccomandazioni o istruzioni per la manutenzione o il monitoraggio del sistema. Se ciò non si può evitare, debbono essere date istruzioni assolutamente chiare, facili da seguire ed eseguire ed in accordo con le normative vigenti.

Naturalmente esistono casi nei quali anche i più attenti progettisti e costruttori hanno dovuto rispondere ad azioni legali: è proprio questo il motivo perché, come suggerito, si applichi la massima attenzione nella stesura dei contratti.

Un aspetto maggiormente tecnico circa il modo di "Ridurre i rischi della legionellosi" è trattato in un articolo pubblicato sulla rivista belga "Chaleur et Climats" di febbraio 1999 (K. De Cuyper). L'articolo prende in esame la diffusione di questo male attraverso la distribuzione dell'acqua sanitaria e spiega in modo molto chiaro come i microbi, contenuti nell'acqua, vengono aerosolizzati all'atto dell'esplosione della goccia d'acqua nella sua caduta su una superficie. Le raccomandazioni dell'autore si riferiscono sia all'acqua calda che a quella fredda, in aggiunta naturalmente alle prescrizioni generali riguardanti l'acqua potabile; essenziale risulta il progetto di distribuzione all'interno dell'edificio. Per quanto riguarda gli apparecchi di produzione acqua calda, la massima cura deve essere esplicata nei punti dove essa viene miscelata con quella fredda e riguardano anche i filtri ed i materiali utilizzati per tubazioni ed accessori. Per l'acqua fredda è necessario utilizzare adeguata coibentazione perché essa non superi la temperatura di 25 °C. Particolare cura deve usarsi per gli accumulatori d'acqua che debbono essere completamente ispezionabili.

Anche il numero di aprile 1999 della rivista spagnola "El Instalador" pubblica un articolo sulla prevenzione della legionellosi. L'articolo, di E. Pijoán Angulo, è uno studio sull'applicazione ed installazione delle torri di raffreddamento. I punti maggiormente critici vengono identificati nella necessità che esse siano facilmente smontabili e tutte le loro parti facilmente accessibili, che siano posizionate (possibilmente sulla copertura dell'edificio) il più lontano possibile da ogni presa d'aria, che vi siano almeno due metri in elevazione e dieci in distanza tra la torre e luoghi frequentati dalle persone o comunque da proteggere, che vi siano sufficienti ed agevoli sistemi per agire sull'acqua trattata. L'aumento della salinità e dell'aggressività dell'acqua nelle torri sono elementi che concorrono fortemente a fare di questa apparecchiatura una fonte di problemi di manutenzione e deterioramento. Il circuito stesso è l'habitat ideale per la formazione di tutti i microrganismi tra i quali la legionella. Non v'è, secondo l'autore, altro da fare che prestare la massima attenzione alla manutenzione della torre: disinfezione generale in prima linea, sia sugli apparecchi nuovi che su quelli che sono stati inattivi anche solo per qualche mese. È essenziale la clorinazione (50 p.p.m. di Cl) dell'acqua (a ventilatori fermi), l'aggiunta di biodegradanti e anticorrosivi (operazioni per le quali si danno nell'articolo consigli esecutivi). C'è poi una serie di operazioni di manutenzione a cadenza semestrale o annuale, inclusa l'aggiunta di disinfettanti adeguati. Ultimo consiglio, che può sembrare ovvio, è quello di utilizzare sempre imprese qualificate per l'esecuzione dei lavori.

Nel 1983, il Ministero della Sanità provvedeva all'incorporazione della legionellosi tra le malattie infettive soggette ad obbligo di denuncia. Quasi contemporaneamente l'ISS ha cominciato a coordinare la sorveglianza speciale sulla legionellosi, raccogliendo le schede con le informazioni anagrafiche, cliniche e epidemiologiche di ogni singolo caso di legionellosi diagnosticato e conducendo indagini su campioni microbiologici e ambientali.

Parallelamente al sistema di sorveglianza dei casi italiani, esiste un programma di sorveglianza internazionale (European Working Group for Legionella Infections, EWGLI) iniziato nel 1986 e coordinato, fino al 1993, dal National Bacteriology Laboratory di Stoccolma e, successivamente, dal Public Health Laboratory Service (PHLS), Communicable Disease Surveillance Centre (CDSC) di Londra. Il sistema raccoglie informazioni relative ai casi di malattia dei legionari che si verificano nei cittadini dei 31 paesi partecipanti al programma. Il sistema di sorveglianza italiano comunica allo EWGLI i dati relativi ai casi di legionellosi acquisita da cittadini italiani.

Obiettivi: monitorare la frequenza di legionellosi sia dal punto di vista epidemiologico che clinico-nosologico, con particolare attenzione ai fattori di rischio per l'acquisizione della malattia;  identificare eventuali variazioni nel trend della malattia;  identificare tempestivamente cluster epidemici di Legionella dovuti a particolari condizioni ambientali, al fine di interrompere il rischio di trasmissione; attivare appropriate misure di controllo.

ECOSARDA di Antonio Scanu - Tel./Fax 079 441012 - E-mail: ecosarda@ecosarda.it - P. Iva 00247890908 - PRIVACY POLICY